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Una tavola rotonda per parlare di Nomi Collettivi

16 giugno 2011, di Lorenzo Teodonio

Cominciamo con una panoramica internazionale. Il 31 maggio scorso, a Parigi si è tenuto un simposio internazionale sul Nominalisme collectif in arte (il nostro agente ci ha riferito di una cosa molto “accademica e pallosa”). Sempre dalla Francia è scaturita l’esperienza di Nicolas Bourbaki. Pseudonimo collettivo sotto il quale, dal 1933, lavora un gruppo di matematici, fra cui André Weil (il fratello di Simone). Dal 1939 hanno dato vita a un’opera collettiva Éléments de mathématique tesa a non separare la matematica nella sue diverse specializzazioni. Quel generale, Charles Denis Bourbaki, a cui si sono ispirati faceva capocella (per usare un’espressione romanesca) in alto a destra nel manifesto dell’iniziativa. Un’altra esperienza internazionale è quella dei due cugini statunitensi che hanno dato vita a Ellery Queen. Un nome collettivo a due che ha lo stesso nome del protagonista delle loro storie. Bisognerebbe capire se la scelta dei due sia stata dettata da una precisa volontà “eversiva” o semplicemente una boutade.

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